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Il morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer costituisce la forma di demenza senile più frequente, contraddistinta dalla perdita graduale e inarrestabile delle funzioni cerebrali a causa di una lenta e graduale degenerazione dei neuroni in tutte le regioni della corteccia cerebrale.

Morbo di AlzheimerCause

Il morbo di Alzheimer si contraddistingue per le precipitazioni di proteine all’interno del neurone (i c.d. “grovigli neuro fibrillari”) e all’esterno delle cellule nervose, con creazione di placche di una particolare proteina, denominata betamiloide. La malattia è associata a una forte riduzione di acetilcolina nel cervello, un neurotrasmettitore questo indispensabile per la memoria e per ogni altra facoltà intellettiva. La conseguente morte dei neuroni provoca una riduzione del peso e del volume del cervello. Le cause di questa degenerazione, purtroppo, ancora al giorno d’oggi, non sono note: i fattori genetici sembra rivestano un ruolo importante, come avvalora la tendenza alla familiarità del morbo di Alzheimer, ma fattori ambientali, sostanze tossiche, traumi cranici e addirittura il livello di istruzione possono giocare un ruolo.

Sintomi

La degenerazione neuronale implica il regresso delle capacità cognitive. Si avvia con la perdita della memoria a breve termine, seguita da problematicità ad orientarsi e distinguere il luogo in cui ci si trova, incapacità di rammentare eventi passati ed eseguire ragionamenti astratti, fino a che il paziente non è più in grado di deambulare, mangiare o parlare. Il corso del morbo di Alzheimer è alquanto lento e mediamente l’evoluzione dalla fase iniziale a quella finale (cioè la totale inabilità del paziente di badare a se stesso) dura da quattro a otto anni. Si osserva anche a un cambiamento della personalità: ad esempio, persone solitamente tranquille diventano colleriche o hanno scoppi di violenza.

Diagnosi di morbo di Alzheimer

Purtroppo, non è disponibile un test specifico per accertare la presenza del morbo di Alzheimer. L’indagine dei segni distintivi, cioè la deposizione di betamiloide e la formazione dei grovigli neurofibrillari, può essere effettuata solo con l’esame autoptico. Attualmente, quindi, la diagnosi si fonda prevalentemente sull’esame neuropsicologico, cioè sulla valutazione delle capacità mentali del paziente mediante questionari e altre prove. È attiva la ricerca su proteine peculiari presenti nel liquore sulle tecniche di PET che appaiono in grado di consentire una diagnosi precoce di Alzheimer.

Trattamento

Farmaci come donepezil, galantamina e rivastigmina, in grado di innalzare i livelli di acetilcolina, sono in grado di migliorare temporaneamente la funzione cognitiva, ma purtroppo non sono in grado di rallentare la progressione del morbo di Alzheimer. Si tratta di farmaci indicati negli stadi leggeri e medi. Approcci alternativi come l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per combattere la componente infiammatoria del morbo di Alzheimer, gli estrogeni e la vitamina E sono ancora oggetto di studio. In sperimentazione ci sono attualmente anche forme di terapia genica e di immunoterapia (stimolazione del sistema immunitario per conseguire una risposta verso la proteina amiloide).

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