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La scarlattina

La scarlattina può essere definita come una faringotonsillite da streptococco beta-emolitico di gruppo A, responsabile della produzione di una tossina che causa la comparsa di un tipico esantema.

ScarlattinaLa scarlattina si trasmette mediante il contatto diretto con il muco o con la saliva del paziente infetto, ovvero con le goccioline respiratorie espulse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. Il batterio entra nell’organismo attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori. Il picco di incidenza della patologia si manifesta nel tardo autunno, in inverno ed in primavera. La scarlattina è piuttosto rara sotto i 2 anni di vita ed è più frequente nei bambini in età scolare, dai 3 ai 10 anni. Normalmente, a condizione che sia adeguatamente trattata, la scarlattina non è fonte di complicazioni. Se la patologia non dovesse essere adeguatamente trattata, essa può causare malattia reumatica o reumatismo articolare acuto unitamente a glomerulonefrite acuta.

Cause

Gli streptococchi beta-emolitici di gruppo A generano una tossina eritrogenica colpevole dell’insorgenza dell’esantema. Mentre l’infezione, come detto, si trasmette dai malati per via aerea, l’esantema non è contagioso. I bambini che contraggono la malattia conservano un’immunità permanente nei confronti della patologia, ma non di altre infezioni streptococcciche.

Sintomi

I sintomi caratteristici della scarlattina sono costituiti da febbre, faringodinia, cefalea, esantema maculo-papuloso puntiforme presente dapprima al tronco e al collo, poi agli arti e al volto (non su naso e mento), enantema e infezione streptococcica simultanea delle tonsille e della faringe. Talvolta possono manifestarsi nausea e vomito. Ancora, eritema puntiforme della mucosa del cavo orale con la caratteristica “lingua a fragola”.

Diagnosi

La diagnosi di scarlattina si formula mediante la semplice osservazione dell’esantema. La diagnosi può essere confermata eventualmente dal riscontro di infezione streptococcica al tampone faringeo.

Trattamento

La scarlattina si cura mediante la terapia antibiotica, con penicillina, amoxicillina o cefalosporine, da effettuarsi per almeno 10 giorni, anche se l’esantema regredisce normalmente dopo 4-5 giorni.

Prevenzione

L’unico modo per evitare la scarlattina è quello di tenere lontano il bambino dalle persone già contagiate.

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