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Il latte di soia può essere consumato in gravidanza?

La gravidanza è un periodo piuttosto particolare per la donna, sotto tanti punti di vista. Cambia il metabolismo e cambiano le esigenze nutritive: sarà necessario un apporto considerevole di nutrienti per far crescere al meglio la piccola creatura che si sviluppa nel grembo materno.

Latte di soiaFra gli alimenti più utili a disposizione delle gestanti c’è il latte di soia, un latte particolarmente ricco di alcune delle sostanze nutritive necessarie per la crescita del bimbo, in particolare di vitamine.
Ma è sicuro il latte di soia? Quali sono le principali caratteristiche che lo contraddistinguono?

Le caratteristiche del latte di soia

Secondo l'Associazione Americana delle donne in gravidanza, il latte di soia è una ricca fonte di calcio ed è d'ausilio nella prevenzione dei coaguli di sangue. Inoltre, è di grande utilità per la formazione di ossa e denti forti oltre ad essere di grande ausilio per la funzione muscolare. Durante la gravidanza, una donna necessita di 1.000 - 1.300 mg di calcio su base quotidiana, dunque il latte di soia è perfettamente consono alla necessità. Il latte di soia contiene poi ferro, utile nella prevenzione del basso peso alla nascita. Contiene anche zinco oltre ad essere arricchito di alcune vitamine come la A, D e B12. Un altro grande vantaggio del latte di soia è dato dal fatto che esso aiuta a controllare i livelli di glucosio nel sangue. Possiede anche aminoacidi e le proteine contenute nella soia non hanno nulla da invidiare a quelle di origine animale, contenendo però nel contempo poche calorie.

Ancora, il latte di soia contiene, rispetto al latte vaccino, una quantità inferiore di colesterolo e di grassi e aiuta anche nel mantenimento del livello del colesterolo contribuendo anche alla minimizzazione dell'aumento di peso durante la gravidanza.
Ci si può chiedere però se questo tipo di latte ingeneri qualche effetto collaterale.
Bene, non vi è alcuna tossicità a lungo termine riscontrata con l'assunzione di latte di soia. Tuttavia, vi possono essere alcuni effetti collaterali temporanei, che possono derivare dal suo consumo. Fra questi possono segnalarsi le reazioni allergiche nel caso in cui vi sia intolleranza agli isoflavoni di soia. In questo caso, il consumo di latte di soia deve essere evitato. I segni di una reazione allergica sono costituiti da nausea, vomito, difficoltà respiratoria o gonfiore.

A parte questo inconveniente che colpisce soltanto i soggetti predisposti, il latte di soia è considerato sicuro per il consumo anche durante la gravidanza e può dunque essere incluso nella normale dieta quotidiana. In ogni caso è sempre preferibile, per una donna in stato di gravidanza, un consulto medico prima di effettuarne il consumo.

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Un commento

  1. Buongiorno redazione guidamedicina. Mi chiamo Pier Matteo Murro, sono laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari e sono un collaboratore di Wikonsumer.org, un portale dedicato alla alimentazione consapevole e alla informazione/formazione per i consumatori.
    Mi sono imbattuto nel vostro articolo e volevo lasciare un mio personale contributo ^^
    Sicuramente i benefici ci sono e sono anche descritti bene, ma noto che le controindicazioni non sono approfondite, in quanto:
    -arrivando al liquido amniotico, i fitoestrogeni potrebbero influire negativamente sullo sviluppo delle ghiandole endocrine del bambino. Inoltre alte dosi di isoflavoni di soia somministrate in animali in gravidanza hanno provocato tumori e deformità fisiche nella prole
    -Rischio di cancro al seno nell’età giovanile e problemi riproduttivi: un esperimento su animali ha mostrato che l’esposizione nell’utero alla genisteina, una molecola presente nella soia, aumenta il rischio di tumori mammari. I fitoestrogeni durante la gravidanza possono anche incidere sulla riproduzione a lungo termine poiché riducono i livelli di testosterone nell’uomo e la fertilità maschile.
    -Assunzione di fitoestrogeni e pubertà: si è riscontrato che le ragazze, che assumono una maggiore quantità di isoflavoni nella fase prepuberale, sembrano entrare in pubertà in età più avanzata.
    – Secondo l’ADA, le formule a base di soia non sono raccomandate per i neonati prematuri. Inoltre la British Dietetic Association raccomanda di non introdurre formule a base di soia in lattanti al di sotto dei 6 mesi

    Queste informazioni sono il frutto di esperti del settore, basate su reali fonti scientifiche riportare in calce.

    Sperando di esservi stato di aiuto e avervi stuzzicato la curiosità, vi auguro un buon lavoro

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