La pericolosità dei tumori al seno di piccole dimensioni

Tumore al seno di piccole dimensioni
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Il tumore al seno di dimensioni circoscritte può rimanere aggressivo anche dopo il trattamento.

Alcune forme di tumore al seno di dimensioni circoscritte possono richiedere un trattamento più intenso rispetto a quello prescritto dalla maggior parte dei medici.

E’ questa è la conclusione di uno studio della Mayo Clinic di Jacksonville, in Florida. Questo studio ha scoperto che il tumore al seno di dimensioni circoscritte che non si è ancora esteso, può essere molto aggressivo.

La ricerca, presentata nel 2007 presso il San Antonio Breast Cancer Symposium, è piuttosto importante in quanto il tumore al seno aggressivo presenta più probabilità di recidivare.

Inoltre, molte donne con tumore al seno di dimensioni circoscritte che non si è diffuso ricevono un trattamento medico supplementare insufficiente.

Ciò in quanto la maggior parte dei medici ritiene che i tumori al seno piccoli, quelli cioè con un’estensione di meno di 1 centimetro, di solito non costituiscono fonte di preoccupazione. Inoltre, la maggior parte della ricerca si concentra sulle donne con tumore al seno di dimensioni maggiori.

A dire il vero, la notizia che un tumore è piccolo e non si è diffuso ai linfonodi è comunque una buona notizia per le donne che ricevono una diagnosi di cancro al seno.

Il trattamento usuale del tumore al seno

Spesso le donne affette da tumore al seno di dimensioni circoscritte si sottopongono alla lumpectomia per la rimozione delle formazioni.

Dopo di ciò, tuttavia, il trattamento varia.

Alcune donne possono essere soggette a chemioterapia o a radioterapia sull’intero seno, altre a radioterapia localizzata. Altre possono rinunciare a un trattamento aggiuntivo optando per un attento monitoraggio.

Attualmente, non ci sono linee guida generali per il trattamento di tumori al seno di piccoli dimensioni, perché la mole di dati a disposizione non è molto estesa.

La decisione sull’opportunità e sulle modalità di trattamento dei tumori al seno di dimensioni circoscritte è lasciata alla discrezione del medico.

Alcuni dati importanti forniti dallo studio Mayo

Tuttavia, lo studio Mayo evidenzia che alcuni tipi di tumore al seno poco estesi richiedono un trattamento più attento. I ricercatori hanno esaminato 401 donne sotto cura per il cancro al seno tra il 2001 e il 2005 presso le cliniche Mayo specializzate in questo tipo di patologia, precisamente a Jacksonville e a Scottsdale, in Arizona.

La maggior parte delle donne, l’87% per la precisione, presentava la forma meno aggressiva di cancro.

In questi casi i tumori al seno possedevano i recettori per gli ormoni estrogeni e progestinico (ER/PR positivo) ed erano negativi per il gene HER-2.

Il resto del campione è stato colpito da sottotipi meno comuni.

Alcune donne sono risultate positive per l’HER2, mentre le altre si sono ammalate di cancro “triplo negativo”, nel senso che non sono risultate positive per l’HER2 ovvero per un recettore ormonale.

Aggressività dei tumori oggetto di studio

Nello studio della Mayo, le donne sono state seguite per quasi tre anni.

Come è tipico per i tumori al seno molto piccoli che non si sono diffusi, la prognosi complessiva è stata buona: il 97,4% delle donne sono sopravvissute, e il 95,1% sono guarite del tutto.

Tuttavia, le donne con i sottotipi meno comuni di cancro tendevano ad ammalarsi di tumore al seno di grado più elevato al momento della diagnosi.

Ciò significa che i tumori al seno erano più aggressivi.

I tassi di recidiva variano a seconda del tipo di tumore di dimensioni circoscritte. Tra le donne triplo-negative, il 12,5% delle pazienti ha avuto una recidiva, mentre la percentuale scende al 7,4% delle pazienti con tumori HER2-positivi.

Per quanto riguarda le pazienti ER/PR-positive, il tasso è stato pari all’1,3%.

La cosa preoccupante di questi risultati è che molte delle donne che hanno avuto una recidiva avevano ricevuto un trattamento insufficiente.

Ciò nonostante la diagnosi precoce e la consapevolezza che i tumori al seno di dimensioni circoscritte ma di grado più elevato siano notoriamente più aggressivi.

Soltanto un terzo circa delle donne triplo-negative e HER2-positive è stato soggetto a chemioterapia.

E solo il 4% delle donne HER2-positive è stata sottoposta a terapia mirata con trastuzumab, un farmaco ideato per questo tipo di tumore.

Conclusioni dello studio Mayo

Sebbene soltanto un piccolo numero di donne in questo studio siano state affette dai sottotipi di cancro più rari, i risultati suggeriscono che le donne con tumori HER2-positivi o triplo-negativi devono essere sottoposte a un trattamento quanto più immediato e completo possibile al fine di prevenire una ricaduta della patologia.

E’ questa l’opinione del ricercatore principale dello studio, il Dott. Surabhi Amar, uno specialista di ematologia/oncologia presso la Mayo Clinic di Jacksonville.

“La chemioterapia  può non funzionare così come vorremmo in questi tipi di tumore, però i medici che curano le pazienti con tumori triplo-negativi dovrebbero essere consapevoli del rischio più elevato di recidiva, anche se i tumori sono piuttosto piccoli,” ha dichiarato il Dott. Amar.

“Questo studio sicuramente evidenzia il fatto che i tumori HER2-positivi, anche se molto piccoli, possono giustificare l’adozione di una terapia più aggressiva.”