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Insufficienza renale

L’insufficienza renale cronica è sinonimo di inabilità progressiva del rene a esplicare le sue funzioni depurative, da non scambiare con la fisiologica diminuzione della massa di filtrazione glomerulare che si associa all’invecchiamento.

Insufficienza renaleCause dell’insufficienza renale

Molte patologie renali, genetiche ovvero acquisite, cagionano, nel corso del tempo, la devastazione di una frazione di parenchima renale tale da danneggiare la funzione dell’organo; la più considerevole epidemiologicamente sembra consistere nella nefropatia ischemica, tuttavia una nefropatia non si accompagna necessariamente a insufficienza renale. Ci sono, difatti, cause extrarenali quali il diabete e altre malattie croniche, come l’insufficienza cardiaca, aritmie, ma pure l’utilizzo di certi medicinali, come gli antipertensivi, che possono sfociare nell’insufficienza renale.

Sintomi

I nefroni rimanenti tendono a bilanciare la funzionalità di quelli persi, ergo l’insufficienza renale cronica decorre asintomatica per svariati anni, anche se procede verso l’aggravamento.
I sintomi compaiono invece prima nei casi di compresenza di altre malattie quali la disfunzione cardiaca ovvero l’insufficienza ventricolare sinistra, in quanto si manifestano in anticipo il trattenimento di liquidi ovvero l’anemia.

Diagnosi di insufficienza renale

Frequentemente l’insufficienza renale cronica viene scoperta nel corso di esami di laboratorio di routine ovvero di altre indagini dalle quali si scoprono accumulazione di metaboliti azotati, ritenzione idrica, alterazioni elettrolitiche, acidosi metabolica, anemia e/o patologia ossea dovuta a un problema di funzionalità del rene. I differenti stadi della patologia sono classificati con la scala K/DOQI sulla base della massa di filtrazione glomerulare, la fase conclusiva è contrassegnata dalla comparizione di uremia. L’individuazione della patologia di base che, a monte, ha determinato l’insufficienza renale è nondimeno un coefficiente critico in quanto consente di distinguere meglio la prognosi, ossia quanto veloce sarà l’evoluzione verso la fase conclusiva.

Trattamento dell’insufficienza renale

Nelle prime fasi della patologia si attua una cura conservativa, basata su regime dietetico, modificazioni dello stile di vita e medicinali, diuretici e antipertensivi, impiegati per conservare sotto controllo l’evoluzione dell’insufficienza renale cronica. Nel momento in cui il funzionamento renale residuo non è più adeguato a soddisfare i bisogni dell’organismo si ricorre alla cura sostitutiva: emodialisi, in clinica 3 volte la settimana per un periodo di tempo approssimativamente pari a 4 ore per filtrare il sangue, ovvero dialisi peritoneale, versione più fisiologica della precedente, che si può attuare nel corso del sonno notturno; necessita però di un certo supporto da parte dell’ammalato, cosa complicata nei soggetti anziani ovvero in stato di grave deperimento. Infine, l’ultima cura consiste nel trapianto di rene.

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