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Il diabete

Il diabete è una malattia metabolica che si caratterizza per l’aumento del livello di zucchero nel sangue (c.d. “glicemia”) a causa di una insufficiente azione dell’insulina. Nei paesi occidentali, compresa l’Italia, il numero di individui che soffre della patologia cresce da alcuni anni.

DiabeteCause del diabete

Il diabete può presentarsi sotto due forme: il diabete di tipo I e di tipo II. Il diabete di tipo I o insulino-dipendente (denominato anche diabete giovanile poiché insorge generalmente prima dei 30 anni di età), è causato dalla distruzione, dovuta a causa di una risposta anomala del sistema immunitario, delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina, che di conseguenza viene ad essere ridotta o addirittura viene a cessare del tutto. Nel diabete di tipo II, invece, la produzione di insulina è normale, ma l’organismo suscita una sorta di resistenza all’insulina stessa, la quale quindi non può svolgere la propria funzione. Questa forma di diabete si manifesta generalmente dopo i 30 anni e la sua frequenza aumenta all’aumentare dell’età diventando molto comune nei soggetti anziani e, soprattutto, nei soggetti obesi. V’è da dire che esiste pure una forma di diabete temporaneo, che è il diabete gestazionale, che talvolta si accompagna alla gravidanza.

Sintomi

Il diabete di tipo I si caratterizza per una sintomatologia che si manifesta spesso repentinamente, senza alcun preavviso, mentre i soggetti affetti da diabete di tipo II possono restare asintomatici per anni prima di ottenere la diagnosi e presentare una sintomatologia di poco conto. I sintomi più ricorrenti sono la necessità di urinare frequentemente (poliuria) e, a causa della conseguente disidratazione, una forte necessità di bere (polidipsia). La poliuria è causata dal passaggio di cospicue quantità di zucchero in eccesso nelle urine. I reni, di conseguenza, per smaltire lo zucchero eliminano maggiori quantità di acqua. Inoltre, spesso è presente la c.d. polifagia con la quale l’individuo affetto da diabete tende a mangiare parecchio al fine di compensare la perdita di calorie che avviene attraverso la frequente minzione. Altri sintomi comprendono la debolezza, la nausea, l’offuscamento della vista e la disidratazione.

Diagnosi

La diagnosi, oltre che sulla storia clinica dei sintomi descritti dal paziente, si basa sulla storia medica del paziente, e soprattutto su dati di laboratorio di esami specifici. Il principale punto di riferimento è costituito da valori della glicemia al di sopra della norma. Di solito, il test glicemico si effettua a digiuno e poi dopo la somministrazione di un carico di glucosio (curva glicemica). Nel caso in cui dovesse riscontrarsi una iperglicemia di lieve entità, può essere utile, al fine di confermare la diagnosi, il dosaggio di glicoemoglobina (HbA1c, la quota di emoglobina legata al glucosio in eccesso). Nei soggetti affetti dalla patologia si riscontra anche la presenza di glucosio nelle urine (c.d. “glicosuria”).

Trattamento

Il trattamento consiste in una profonda modificazione del proprio stile di vita unitamente a una terapia farmacologica volta al controllo e alla riduzione della glicemia, quali l’insulina e gli ipoglicemizzanti orali. Sarà necessario dunque svolgere una moderata quanto costante attività fisica e improntare la propria dieta all’osservazione di alcune regole molto strette. Queste prevedono innanzitutto il frazionamento dell’apporto calorico in modo uniforme nel corso dell’intera giornata. A questo proposito è opportuno consumare sette pasti più frugali nella giornata invece dei consueti tre più corposi, evitando lunghi intervalli di tempo fra un pasto e l’altro. La dieta deve poi prevedere un adeguato bilanciamento fra carboidrati, proteine, grassi saturi e grassi insaturi tenendo conto che i carboidrati non vanno eliminati ma ridotti al 50% dell’apporto calorico previsto quotidianamente. Il trattamento con insulina è generalmente riservato ai soggetti affetti da diabete di tipo I e ai casi di diabete di tipo II che non forniscono risposte positive alla dieta e agli ipoglicemizzanti orali. L’insulina si somministra per via parenterale (sottocute). Gli ipoglicemizzanti orali, quali gliburide, repaglinide, metformina e rosiglitazone invece non richiedono la somministrazione parenterale e possono essere assunti per os, da un minimo di una a tre volte al giorno.

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